L’Homme qui marche : una scultura di Lydie Arickx che simboleggia My Podologie

June 15, 2026
L’Homme qui marche : une sculpture de Lydie Arickx symbolisant My Podologie My Podologie
Published on  Updated on  

Da My Podologie, ogni passo conta.

Sin dai nostri inizi, avanziamo con una forte convinzione: accompagnare i podologi nella loro pratica quotidiana offrendo loro attrezzature professionali, affidabili e adatte alle loro esigenze. Questa idea di movimento, di progresso e di impegno è oggi incarnata da un'opera d'impatto: L’Homme qui marche (L'Uomo che cammina), una scultura monumentale realizzata dall'artista Lydie Arickx.

Installata all'interno della nostra azienda, questa creazione non si limita ad arredare uno spazio. Racconta una storia: quella di un'azienda che avanza, passo dopo passo, al fianco dei professionisti della salute.


Sculpture l'Homme qui marche

 

Una scultura nata da una sola linea

L’Homme qui marche è un'opera realizzata in acciaio Corten, un materiale grezzo, vivo, il cui aspetto evolve nel tempo. La sua tonalità calda e profonda le conferisce una presenza singolare, al tempo stesso industriale, organica e senza tempo.

La scultura è partita da un disegno in formato A4, prima traccia di un'idea destinata a diventare monumentale.

Da questo schizzo è nata un'opera:

  • Larghezza: 2,40 metri
  • Altezza: 4 metri
  • Peso: 1,8 tonnellate


La sua particolarità risiede nella concezione: la scultura deriva da una sola linea di taglio. Come una millefoglie di metallo, si dispiega in bassorilievo, strato dopo strato, mostrando un corpo in movimento. Una linea unica, continua, che diventa silhouette, materia, volume e presenza.


Sculpture l'Homme qui marche


Un lavoro di precisione, lungo e meticoloso

La realizzazione di quest'opera ha richiesto quasi due mesi di lavoro.

È stato innanzitutto necessario tagliare la forma direttamente nella lastra di Corten. Questa fase, eseguita al plasma, ha richiesto grande precisione. Il taglio al plasma è un procedimento impegnativo, al contempo tecnico e meticoloso, dove ogni gesto conta.

Il figlio dell'artista, César, ha svolto un ruolo importante in questa fase di creazione, in particolare durante il taglio della forma nella lastra. Il suo intervento ha permesso di dare corpo al disegno iniziale, rispettando tutta la forza e la finezza del tratto immaginato da Lydie Arickx.

Una volta tagliate le varie parti, la scultura è stata saldata con l'aiuto di un ingegnere per mantenere le corrette distanze tra le lastre. Questo lavoro di assemblaggio è stato essenziale per preservare l'equilibrio dell'opera, la sua profondità e il suo effetto visivo.

 

Una presenza tra ombra, luce e profondità

L’Homme qui marche esprime tutta la sua dimensione quando viene illuminato.

Grazie agli spazi tra le lastre di Corten, la luce attraversa la scultura e crea un gioco di ombre portate. A seconda dell'angolazione, dell'intensità luminosa e del punto di vista, l'opera sembra cambiare. Acquista profondità, rilievo, movimento.

Questo dialogo tra materia, luce e ombra conferisce alla scultura una forza particolare. L'uomo rappresentato non è statico: lui avanza. Attraversa lo spazio. Invita lo sguardo a seguire il suo movimento.


Sculpture l'Homme qui marche

 

Il simbolo di un'azienda che avanza

Per My Podologie, quest'opera porta con sé un significato profondo.

L’Homme qui marche è l'immagine di un'azienda in movimento permanente. Un'azienda che evolve, che si struttura, che innova e che avanza al ritmo delle esigenze dei suoi clienti.

Nella professione del podologo, il passo è centrale. Viene osservato, analizzato, corretto, accompagnato. Racconta l'equilibrio, la postura, il movimento, a volte il dolore, spesso il progresso. Questa scultura entra quindi naturalmente in risonanza con il nostro universo professionale.

Ricorda inoltre che l'avanzamento di un'azienda non avviene mai in un unico balzo. Si costruisce passo dopo passo, con rigore, pazienza e costanza.

Da My Podologie, avanziamo ogni giorno con i nostri clienti.
E d'ora in poi, questo slancio ha una forma.

Leave a comment